EMERGENZA SENZA CONFINI, SOLIDARIETÀ SENZA CONFINI

In Niger per ricominciare a vivere dopo l'inferno

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LE EVACUAZIONI UMANITARIE SONO UNA PRIORITÀ

In Libia si stima siano oltre 800 mila le persone che necessitano di assistenza umanitaria. Sfollati interni, rifugiati e richiedenti asilo sono tra i più vulnerabili. L’instabilità politica e i violenti scontri in questo paese generano continui spostamenti e si ritiene che la situazione andrà peggiorando.
Al momento sono 4.500 le persone che si trovano in stato di detenzione in Libia, di cui 2.500 sotto il mandato dell’UNHCR. Le loro condizioni sono motivo di grande preoccupazione  e trovare soluzioni durevoli per i più vulnerabili resta una priorità. Tra queste, l’obiettivo è l’estensione del programma di evacuazione umanitaria e reinsediamento , oltre ad altre soluzioni come il ritorno nei paesi di asilo, il rimpatrio volontario o il ricongiungimento familiare. Nel frattempo, l’UNHCR lavora incessantemente affinché venga loro assicurata assistenza salvavita, cure mediche e supporto psicosociale.

Le operazioni di evacuazione dalla Libia verso altri Paesi sono e restano un’ancora di salvezza cruciale.

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Grazie al lavoro dell’UNHCR, dal 2017 ad oggi 5120 rifugiati e richiedenti asilo sono stati rilasciati dai centri di detenzione, evacuati dalla Libia e messi in salvo in altri paesi. Tra questi, il Niger ha accolto 3 mila persone con il Meccanismo di Transito per l’evacuazione di emergenza (ETM), istituito dall’UNHCR nel 2017. Le persone provenienti dai centri di detenzione libici sono fortemente traumatizzate e quasi il 90% ha subito forme di tortura e altri trattamenti disumani testimoniati da fratture, mutilazioni e gravidanze dovute a violenze sessuali.

Per i bambini in particolare è indispensabile un intervento immediato. Tentativi di suicidio, comportamenti aggressivi, disturbi del sonno e incontinenza notturna sono solo alcuni dei sintomi mostrati da molti di loro.

Per questo, l’UNHCR in Niger ha avviato un articolato programma di supporto psico-sociale che comprende assistenza e percorsi di elaborazione e superamento del trauma gestiti da un’ equipe medica specializzata, che comprende psicologi e psichiatri. Il Niger è uno dei paesi più poveri al mondo e i bisogni sono moltissimi. Al momento, l’UNHCR ha ricevuto solo il 18 % dei fondi richiesti. Soprattutto le donne e i bambini, durante provati dalle esperienze traumatiche vissute, hanno bisogno di sostegno urgente e immediato.

Uno scatto aereo del Meccanismo di Transito per l'evacuazione di Emergenza a Hamdallaye, vicino alla capitale del Niger Niamey. Al suo interno i rifugiati traumatizzati ricevono un riparo, cibo, cure mediche e supporto psicosociale.

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