EMERGENZA SENZA CONFINI, SOLIDARIETÀ SENZA CONFINI

Il Niger davanti a un potenziale disastro

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La pandemia da COVID-19 è ormai presente in tutti i paesi del mondo e sta mettendo a dura prova anche i sistemi sanitari con più risorse e meglio attrezzati. Immagina cosa potrebbe accadere se si diffondesse in maniera massiccia all’interno dei campi rifugiati o in paesi in conflitto, poveri e già allo stremo, i cui sistemi sanitari sono estremamente fragili.

Seguiamo tutte le regole di igiene e prevenzione, e laviamo le mani più di 20 volte al giorno. Ma se avessi disponibili solo 10-20 litri di acqua al giorno e nessun sapone o disinfettante, come faresti?

Rimaniamo a casa come unica e migliore misura di prevenzione per il propagarsi del virus. Ma come faresti se una casa non la avessi?

Un caso emblematico di estrema vulnerabilità è il Sahel, una regione fortemente instabile e povera, nella quale i gruppi armati continuano a compiere devastazioni, aggredendo allo stesso modo polizia e militari, civili, scuole, ambulatori, insegnanti e personale sanitario. I sistemi sanitari  sono molto fragili e i tassi di povertà sono tra i più alti al mondo. Recentemente, l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati Filippo Grandi ha chiaramente avvertito che una eventuale diffusione del COVID-19 in questa area potrebbe rappresentare un disastro umanitario. L’UNHCR sta lavorando per prevenire questo grave rischio. In Niger, l’impegno dell’UNHCR per fronteggiare l’avanzata del COVID-19 si svolge su più fronti, in primis il rafforzamento della comunicazione ai rifugiati sull’importanza dell’igiene e di un’appropriata gestione dei rifiuti, ma anche la distribuzione di prodotti per la pulizia e l’igiene personale e la formazione di operatori sanitari. Un altro aspetto cruciale è il supporto al governo per la fornitura di staff medico e materiale sanitario. UNHCR sta infatti formando circa 200 risorse fra medici, infermieri, ostetriche, igienisti, analisti e ha anche messo a disposizione 11 ambulanze. Inoltre, l’UNHCR ha messo a disposizione 350 RHU (Refugee Housing Unit, moduli abitativi innovativi) che funzioneranno come centri di triage per separare i casi di COVID-19 e fornire le necessarie cure. Ciascun RHU potrà contenere 2 persone.

Unisciti a noi per combattere questa emergenza.

Uniti, tutti, ce la faremo.

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